Dopo avere desinato, ReFuso si rimirò nelle sue camere.
Dinnanzi allo specchio vide un ReFuso mancino con tanto di spettro:
“Presentati o marrano! Sei tu un vile figurante mandato da qualche cervo traditore?”
“Vorrai dire servo, mio caro impostore.”
“Voglio dire ciò che ho detto, che qui son Re e la mia parola è il nervo!”
“Non sei altro che un vile impostore, figlio di un errore.”
“Esci dalle mie stampe e sparisci dal mio regno!”
“Tu sei il frutto della distrazione di una levatrice svampita.”
“Parleremo della levatrice coscia, ora mostrami dove sta l’inganno!”
“Sangue blu scorre dalle mie vene” disse questi incidendosi il braccio.
“Ti sei tagliato il braccio! Che errore venale!”
Sangue blu iniziò a sgorgare dalla ferita…
“Perbacco! E’ davvero blu come il cielo di questa botte!”
“Smettila di prendere fischi per fiaschi, vediamo, dunque, di che colore scorre il tuo sangue!”
“Calore? Ti sembra questo il momento di prendermi la temperatura?”
“Insopportabile giullare, mostrami il tuo sangue o restituiscimi il mio regno!”
“Ragni non ne ho, ma forse preferiresti un cavallo… sì potrei accontentarti con un cavallo.”
“Un cavallo non mi restituirà il mio regno.”
“Io lo riconquistai grazie ad un cavillo, pronunciai io stesso un’aringa memorabile!”
“Maledetto illegittimo! Un altro scherno e assaggerai la mia lama.”
“La lana non si assaggia, si tocca, s’indossa, ma non ne ho mai vista di mangiabile.”
“Basta! In guardia!” disse il Re sguainando la spada “Questa notte mi riporterà sul trono!”
“Queste note la riporteranno sul tono…ora capisco, lei è evidentemente un musico…”
“La musica che conosco è solo quella della mia spada, muori!”
Il Re affondò il colpo cercando di cancellare il ReFuso. Sangue rosso schizzò dal braccio del Re sbagliato.
Refuso si tamponò la ferita e sorrise “Io sono sì un errore, ma tu sei ben più grave di me!”
“Vedi Giulia” disse la maestra “per questo errore rosso, un semplice refuso, ti devo togliere mezzo punto, questo blu invece ti costa un punto…questo errore non lo voglio più vedere!”
Un giorno ReFuso ricevette l'annuncio che un famoso letterato gli avrebbe fatto visita. Per non fare brutta figura, decise di rispolverare le proprie nozioni sulla Divina Commedia: aveva bisogno di una panoramica completa, e all'uopo convocò i più facoltosi dentisti. Mentre questi dissertavano, ReFuso si addormentò e cominciò a sognare: si era perso nei gironi invernali e non riusciva a trovare niente che lo scaldasse, né capiva cosa fosse quello strano odore. Non si era accorto che intorno a lui era tutto un bruciar di anice. Oltretutto c'era un gran frastuono, perché in quel luogo vigeva la legge del contrabbasso. Ma la cosa non sembrava dare fastidio agli abitanti del luogo, che ballavano un satanico samba e ridevano senza mai fermarsi, come tante anime in vena. In vena di giocare, evidentemente, giacché avevano già formato squadre e gironi. Arbitrava la partita il signor Dante Alighieri di Firenze, guardalinee il signor Virgilio, che peraltro aveva un alito portale ed era particolarmente severo con i bannati. La partita fu interrotta per invasione di campo da parte di un gruppo di ultras che sostenevano di parlare molte lingue ma non conoscevano la propria, tant'è che si facevano chiamare i tradutori. Ma arrivò una nota cuoca, la famosa Lucy Fero: essendo amante della lingua, staccò loro le teste e se le mangiò. A quel punto ReFuso si svegliò, e disse: "Tradurre è un po' gradire!". Tutti, lo presero per pazzo, i dentisti caddero dai seggi, che infatti erano critici, e la visita del letterato fu rimandata con un pretesto: un messaggero gli disse che ReFuso aveva febbre e raffreddore. Il tipico malessere infernale.
Un giorno ReFuso ricevette l'annuncio che un famoso letterato gli avrebbe fatto visita. Per non fare brutta figura, decise di rispolverare le proprie nozioni sulla Divina Commedia: aveva bisogno di una panoramica completa, e all'uopo convocò i più facoltosi dentisti. Mentre questi dissertavano, ReFuso si addormentò e cominciò a sognare: si era perso nei gironi invernali e non riusciva a trovare niente che lo scaldasse, né capiva cosa fosse quello strano odore. Non si era accorto che intorno a lui era tutto un bruciar di anice. Oltretutto c'era un gran frastuono, perché in quel luogo vigeva la legge del contrabbasso. Ma la cosa non sembrava dare fastidio agli abitanti del luogo, che ballavano un satanico samba e ridevano senza mai fermarsi, come tante anime in vena. In vena di giocare, evidentemente, giacché avevano già formato squadre e gironi. Arbitrava la partita il signor Dante Alighieri di Firenze, guardalinee il signor Virgilio, che peraltro aveva un alito portale ed era particolarmente severo con i bannati. La partita fu interrotta per invasione di campo da parte di un gruppo di ultras che sostenevano di parlare molte lingue ma non conoscevano la propria, tant'è che si facevano chiamare i tradutori. Ma arrivò una nota cuoca, la famosa Lucy Fero: essendo amante della lingua, staccò loro le teste e se le mangiò. A quel punto ReFuso si svegliò, e disse: "Tradurre è un po' gradire!". Tutti, lo presero per pazzo, i dentisti caddero dai seggi, che infatti erano critici, e la visita del letterato fu rimandata con un pretesto: un messaggero gli disse che ReFuso aveva febbre e raffreddore. Il tipico malessere infernale.
Alcuni proci hanno gia' omaggiato il Re Fuso con questi commenti:
Marquant: Un giorno scoppiò un'epidemia di colera, e subito il Re Fuso dispose: "Presto! Chiamate un correttore di cozze!".
Severine: Re Fuso è un monarca itinerante, perché sta sempre seduto sul treno.
Gonio: il Re Fuso ha fatto l'affare, perchè ha scambiato il suo ragno per un cavallo (e, per colmo d'arguzia, subito dopo il Re Fuso ha schivato la rogna per un cavillo)
Zu: Re Fuso non capì mai bene parche fin dai primi tampi il suo destino fosse sognato, né come mai, in età puberale, fu menarca.
Anonimo: il Re Fuso visse un'adolescenza infelice cercando inutilmente di scoparsi una ramazza
Nel reame di Re Fuso (il regno di Stompa) la vita dei sudditi non si puo' certo dire facile: il Re proclama costantemente editti bislacchi e leggi bizzarre; nel regno di Stompa l'acqua e' patabile e i cittadini devono pagare al re le tosse (chi piu' chi meno)
Il Re Fuso e' un monarca incredibilmente nervoso perche' nessuno lo capisce, nessuno unbbidisce ai suoi ordini, ad esempio questa notte dovendo fare pipi' si e' visto consegnare un ditale...
L'anno scorso si arrabbio' cosi' tanto con un suo suddito che decise di applicare la pena piu' severa al malcapitato, fortunatamente si tratto' della pena di corte